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28/08/20

Vi racconto una storia yogica insieme all'autrice

Prendere l'abilitazione all'insegnamento di yoga bimbi, da educatrice di base, quale sono di primaria professione, è stata la scelta migliore che io abbia fatto nella vita dopo quella di diventare mamma. Insegnare yoga in gruppi di genitori bimbi ed in scuole montessoriane mi ha riempito la vita di un entusiasmo senza paragoni. 
Sicuramente in parte lo devo a lei... così uguale a me, così diversa da me... 
Lei, che ho scelto come madrina per la mia bimba piccola per il bene che le voglio...
Lei, che ha scritto dei libri di racconti di yoga così semplici ed immediati e così meravigliosamente illustrati da Filippo Curzi, che i bambini"speciali"con cui lavoravo li hanno imparati a memoria e li hanno voluti mostrare loro stessi a tutta la scuola dell'infanzia e per cui le mie figlie si sono appassionate fin da piccine allo yoga... ragioni per cui la loro mamma ha poi deciso di intraprendere la strada dell'insegnare... di lasciare il segno... il segno dello yoga, dell'Unione!
Lei si chiama Irene Cocchi... e questo suo "racconto dello yoga" che ora vi presentiamo insieme, mi accompagna in ogni corso ed è molto amato dai "miei" bambini... spero anche dai vostri.

Buon ascolto... e mi raccomando: provate a fare le posizioni con i vostri bambini e se volete, potete trovare questo ed altri racconti ed. Macrolibrarsi su molti siti ed in libreria♥️
MammaMani 








27/12/17

LES FLEURS DE LA VILLE... un delicato e profondo silent book sulla purezza dell' infanzia

"Tre cose ci sono rimaste del paradiso :le stelle, i fiori, i bambini" (Dante Alighieri)

Mentre la nostra casa si tinge di rosso e oro col nostro albero di Natale, la nostra collezione di silent books si tinge di rosso con questo poetico e delicato nuovo albo di Jon Arno Lawson.
In una grigia città una bambina dal cappuccio rosso porta la sua poesia, la sua sensibilità e generosità raccogliendo e offrendo fiori al suo passaggio per le vie, accanto al suo papà indaffarato a parlare con il cellulare.
All' inizio solo una macchia rossa (il suo cappottino) poi qualche chiazza di colore qua e là (i fiori selvatici). Man mano che la bimba dona i fiori raccolti ai bordi delle strade, la città prende colore, scaldando le pagine del libro e l' anima delle piccole lettrici di casa nostra.

Accompagnando fra le pagine la bambina dal parka rosso possiamo vedere come in un fumetto scorci di quartieri, una grande varietà di sguardi e personaggi , tatuaggi, braccia conserte, mani in tasca, mani che raccolgono e che donano, mani tese in segno di attesa, mani nelle mani e persino zampe nelle mani... angoli di strade, fiori che crescono sui tetti, luci e un'infinità di ombre, voli di uccelli che aprono e chiudono la storia...

Un inno alla gentilezza e alla semplicità proprie dell' infanzia, che fioriscono quando il terreno è fertile, quando in famiglia ci sono quotidiani gesti di tenerezza, come ci raccontano le ultime pagine del libro, con il ritorno a casa della bambina ed il suo papà. 
Silenzio, guardate, ascoltate, sentite il profumo dei fiori... poi chiudete il libro e per un attimo, solo per un attimo, provate ad uscire e guardare il mondo che vi circonda con gli occhi di un bambino.

Qui il trailer del libro... Buona visione
Mammamani













02/11/16

DI BAMBINI, DI API E DI SPERANZA... una favola senza parole!

"Se le api scompariranno, all’uomo resteranno solo quattro anni di vita" Albert Einstein

Nella mia collezione di Silent Book, "Bee and me" di Alison Jay è sicuramente uno dei miei, nostri, libri preferiti!

Attraverso pagine ricche di dettagli, l' illustratrice ci racconta una dolcissima storia di amicizia, quella fra un' ape ed una bambina; un' amicizia fatta di cure, condivisione, compassione, collaborazione e commiati.







Questa splendida favola silenziosa regala l'occasione per parlare ai nostri bambini dell' importanza dell' impollinazione e delle ricadute disastrose dell' eventuale scomparsa degli insetti sulla terra; di rispetto verso ogni creatura vivente, anche quella più piccina, ed ancora... di amicizie fra esseri diversi e di un mondo migliore se sapranno seminare bene perché...
il futuro dei nostri figli è già nelle loro piccole mani!

Alla fine del libro c'è anche un "BEE AWARE": una lista di operazioni consigliate o sconsigliate per aiutare le api ed il loro ambiente.


In una città piena di negozi, auto, treni e aerei...



In un condominio dove vivono molte persone indaffarate nelle loro attività...



In una finestra aperta, della casa dove vive una bambina...ecco, proprio da lì entra un' ape...


... questo l' inizio di Bee and me, un libro che, come tutti i migliori silent, prende significati e sfumature diverse attraverso gli occhi e l' immaginazione di ognuno.


Io l' ho amato subito, così come Bimbagrande di 5 anni e Bimbapiccola di 3.
Se anche voi amate i Silent Book quanto noi, questo non può mancare nella vostra libreria e se non li conoscete, è un' occasione per avventurarsi in questo mondo speciale che fortunatamente inizia ad essere apprezzato anche in Italia.



Un consiglio per chi non è abituato ai libri senza parole: fatelo "leggere" prima ai vostri bambini, vi stupiranno!


Buona lettura
Mammamani



07/09/16

TARTAGIU'...un racconto di Paola Viezzer per aiutare i bambini a capire la sindrome di Down



Questo racconto è tratto dal libro "Siamo speciali- Storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità", un libro della casa editrice Erickson scritto dalla psicomotricista ed educatrice di sostegno Paola Viezzer. Nel libro sono raccolti 10 racconti che possono aiutare i bambini a comprendere i temi della diversità, della disabilità e della malattia: balbuzie, cecità, emozioni, celiachia, sindrome di Down, diabete, disabilità fisica, iperattività, epilessia ed enuresi. Questo racconto mi ha emozionata sia come mamma che come educatrice di sostegno e lo condivido perché possa dare uno spunto di riflessione a chi non sa come affrontare alcuni tempi importantissimi con i propri e altrui bambini...

TARTAGIU'


<< Ecco fatto! Anche l'ultimo uovo è stato coperto di sabbia!>> disse soddisfatta fra sé e sé mamma Tartaruga guardando la piccola spiaggia. Il sole stava tramontando e con quella luce la sabbia sembrava rosata con sfumature dorate.
Mamma Tartaruga guardò l' oceano immenso, salutò per l' ultima volta i suoi piccoli dentro le uova e si avviò verso le onde.
 Le uova di tartaruga devono restare sotto la sabbia per tanti giorni, al calore del sole. Quando sono pronte si schiudono e i piccoli tartarughini escono a scoprire il mondo.
 Un giorno ci fu un fortissimo vento. le onde dell' oceano si alzarono di metri e correvano verso gli scogli dove si riversavano formando migliaia di spruzzi e una schiuma bianchissima.
 Il vento sollevò anche la sabbia fine della spiaggetta dove erano deposte le uova e , quando alla sera finalmente si placò, una delle piccole tane era sommersa di sabbia, molto più delle altre.
 Trascorsero i giorni, passarono le settimane.
 Un mattino le uova iniziarono a schiudersi. nei gusci si aprivano piano piano delle fessure, dalle quali spuntava la testa di un tartarughino, poi una zampetta, poi l' altra, la corazza, le altre due zampette e...via di corsa verso l' oceano.
 L' unico uovo a non aprirsi fu quello rimasto coperto da tanta sabbia durante la giornata di vento.
 Mamma e papà Tartaruga erano in mare, poco distante dalla spiaggetta, ad aspettare i loro cuccioli con gioia.
 Mamma Tartaruga li contò: <<Venti, trenta... ne manca uno! Sono sicura di averli contati bene dopo averli deposti, e sono sicurissima che ne manca uno!>>
 Papà e mamma Tartaruga dissero ai loro piccoli che dovevano tornare a riva per cercare il loro fratellino e li affidarono ai delfini, custodi del mare.
 Tornati a riva, mamma Tartaruga si guardò intorno: tante buche decoravano la spiaggetta. A un certo punto notò una montagnola di sabbia.
 <<Eccolo! Eccolo!>> gridò a papà Tartaruga. <<Vieni a vedere, qui c'è un piccolo che non è uscito!
>>
 <<Che strano! Tutti sono nati, come mai lui è ancora nel guscio?>> si domandò.
 <<Non lo so. Sono un po' preoccupato. E' meglio chiedere alla balena, lei sa spiegare ogni cosa>> rispose papà tartaruga.
 la saggia Balena stava schiacciando un pisolino quando fu svegliata da Marino, il cavalluccio custode della sua grotta.
 <<Signora Balena, signora Balena! C'è bisogno di voi!>>
 La Balena sbadigliò più volte e accolse le due tartarughe stropicciandosi gli occhi neri.
  <<In cosa posso aiutarvi?>> domandò.
  <<E' successa una cosa strana. Una delle uova deposte non si è schiusa. E' sommersa di sabbia>> spiegò papà Tartaruga preoccupato. >>Cosa può essere capitato?>>
 La Balena rispose: <<Non dovete preoccuparvi. L'uovo si schiuderà al momento giusto. Il vostro tartarughino ha solo bisogno di più tempo per prepararsi a entrare nel mondo>>.
 <<Ma questo tempo più lungo>> continuò la Balena <<farà essere il vostro tartarughino un po'...speciale>>
  <<Speciale? Speciale come?>> domandò mamma Tartaruga emozionata.
 <<Sarà un po' più lento e impacciato rispetto ai suoi fratellini, gli ci vorrà più tempo per imparare le cose. E avrà gli occhietti all' insù, perché li avrà tenuti chiusi stretti più a lungo degli altri>> disse la Balena.
 mamma e papà Tartaruga si abbracciarono. Le parole della Balena li avevano rincuorati: il loro piccolo avrebbe dovuto superare qualche ostacolo, ma certo sarebbe diventato grande e avrebbe trovato la sua strada.
 Le due tartarughe tornarono dai loro cuccioli che li stavano aspettando.
 <<Allora papà come è andata? Dov'è il nostro fratellino? E' successo qualcosa?>> domandò uno dei tartarughini. <<Venite tutti qui: io e la mamma dobbiamo dirvi una cosa importante>> annunciò papà Tartaruga.
 I cuccioli si riunirono intorno ai loro genitori, zitti e con le orecchie ben aperte.
 <<Il vostro fratellino è ancora nel guscio, ma uscirà. Ha bisogno di più tempo rispetto a voi. farà un po' fatica a imparare le cose. Dovrete avere pazienza con lui e volergli bene>> spiegò papà Tartaruga.
 Mamma, papà e i piccoli tartarughini aspettavano con ansia che l' uovo si schiudesse; ogni mattina nuotavano fino a riva, correvano alla tana e guardavano speranzosi, ma niente: il tartarughino non nasceva.
 Finché un pomeriggio, mentre l' intera famiglia stava al sole sulla piccola spiaggia, accadde ciò che tutti aspettavano.
 Piano piano l'uovo si schiuse e, a fatica, dalla sabbia uscì un tartarughino.
 Mamma e papà lo abbracciarono con amore, i fratellini fecero un grido di benvenuto.
 <<Ti chiameremo Tartagiù>> dissero in coro mamma e papà Tartaruga.
 Tartagiù era pronto per affrontare il mondo. Aveva un musetto simpatico e gli occhi un po' all' insù.

Tartagiù cresceva insieme ai fratellini, a mamma, a papà e agli abitanti dell' oceano.
 Ogni tanto si arrabbiava perché era impacciato e lento; lui voleva fare le cose da solo, ma poi capitavano sempre guai. una mattina , ad esempio, mentre giocava tra gli anemoni di mare, si allontanò dai fratelli e si perse.
 Si mise a piangere e i due fratelli maggiori, che stavano facendo una gara di nuoto con i polipi, furono costretti a lasciare il gioco per riportare Tartagiù nella tana, perché proprio non si calmava.
 Spesso si intestardiva sulle cose e non c' era modo di fargli cambiare idea.
 Quando la sera si preparavano per andare a nanna, Tartagiù insisteva per fare le coccole a tutti. Spesso faceva smorfie buffe.
 Il fratello maggiore di Tartagiùsi chiamava Tartarino e gli voleva molto bene. Aveva capito che non era proprio come le altre tartarughe marine e si dispiaceva quando il fratellino non riusciva a fare le cose. Qualche volta, però, si arrabbiava anche con lui, perché rallentava i giochi e riceveva tante attenzioni da mamma e papà.
 <<In effetti>> pensò Tartarini una mattina mentre nuotava nell' oceano <<è da tanto tempo che mamma e papà non mi portano al torneo degli squali! Sono sempre impegnati ad accompagnare Tartagiù dal Grande Polipo, che gli insegna a essere meno impacciato nei movimenti, o dal Serpente di mare, che lo aiuta a parlare meglio>>.
 mentre pensava e ripensava si scontrò con il Delfino azzurro.
 <<Ehi Tartarini! Come mai sei così pensieroso?E' successo qualcosa?>> domandò al tartarughino.
 <<E' per via di Tartagiù, il mio fratello un po' speciale", come lo chiamano tutti>> rispose Tartarino.
 <<E allora?>> continuò il Delfino.
 <<Bé... allora c'è che è diverso. Ecco, la parola giusta è "diverso". sono arrabbiato e anche triste perché lo prendono in giro; è goffo e lento. Non riesce a fare le cose come le facciamo noi!>> disse Tartarino quasi in lacrime.
 <<Hai ragione, tuo fratello è speciale. ma vedi Tartarino, tutti noi siamo diversi e nello stesso tempo unici. Ciascuno di noi sa fare cose che altri non sanno fare; alcune cose di noi ci piacciono e altre meno, ma siamo ugualmente importanti agli occhi di chi ci sta intorno. Tartagiù è più lento e impacciato di te o di me, però ha una dolcezza e una simpatia che lo fanno essere la mascotte dell' oceano>> disse in Delfino.
 <<Sì, ma perché non capisce quando gli spiego le cose? E perché fa fatica a parlare bene?>> obiettò Tartarino.
 <<Lui è rimasto sotto la sabbia più a lungo di te e dei tuoi fratellini, e per questo è un po' più lento. Però vedrai che anche lui riuscirà a fare quello che fate voi, anche se a suo modo, e con i suoi tempi.>>
 <<Penso di aver capito>> aggiunse Tartarino con gli occhi umidi per l' emozione. <<In effetti, se penso a tutte le volte che l' ho sgridato perché non notava veloce, o alle volte che insieme ad altri amici lo abbiamo preso in giro quando si tuffava goffamente, o quando cercava di parlare ma diceva parole senza senso...>> proseguì in tartarughino.
 <<Non ti devi sentire in colpa Tartarino! Vedrai che col tempo imparerai ad accettarlo e a volergli bene per quello che sa fare e anche per le sue diversità>> disse il Delfino.
 Tartarino fece un grande sorriso e aggiunse: <<Sono felice di aver potuto parlare con qualcuno di tutte queste cose che sentivo come un peso dentro me. grazie per avermi ascoltato e per avermi aiutato a capire.>>
 Quella sera, prima di addormentarsi, Tartagiù mostrò a Tartarino un gioco che gli aveva insegnato il grande Polipo: i due fratellini giocarono e si divertirono un mondo, e per la prima volta Tartarino pensò che anche lui aveva qualcosa da imparare dal suo fratellino speciale.




Questo il link alla scheda del libro:
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38184








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Un abbraccio a tutti i Tartagiù del mondo ed ai loro splendidi mamma Tartaruga e papà Tartaruga speciali!

Mammamani
























31/07/16

QUANDO ANCORA NON ERO NATO...un libro per mamme perfettamente imperfette


Qualche settimana fa ho avuto il piacere di conoscere questo libro direttamente dalle mani dell'editore... e che dire?
Me ne sono immediatamente innamorata. Sono uscita dalla casa editrice e sono corsa a comprarne una copia per una carissima amica che aveva appena partorito il suo secondo cucciolo!

Prima di regalarlo ho avuto modo di tenerlo tra le mani, leggerlo e rileggerlo perdendomi fra le immagini meravigliose di Sara Bassanelli, che spero di conoscere prestissimo.

Non so se mi sono innamorata prima delle immagini delle mamme che cavalcano i miei animali preferiti, l' elefante e la tartaruga, o della danza sul giradischi. Forse del gatto sul giradischi? Prima delle splendide mamme del mondo oppure dei capelli rossi della Mamma, la vera protagonista del libro? Di certo mi sono innamorata del testo e di ciò che ha smosso dentro me...



Ogni giorno dei miei "primi" nove mesi di gravidanza ho pensato a che madre avrei voluto essere e dal momento che credo nella scelta dei genitori da parte delle anime in arrivo, mi sono chiesta quale madre avrebbe voluto trovare la mia piccola e saggia anima al suo arrivo...

Sognavo il momento in cui avrei potuto farla addormentare fra le mie braccia...



Pensavo ai viaggi che avrei fatto con la mia piccola, visitando terre lontane...


...alle canzoni che avrei cantato per farla addormentare...


...al desiderio di proteggerla e difenderla da tutto e tutti...


Poi è arrivata lei...



...che ha tirato fuori il meglio di me risvegliando la mia sconosciuta creatività, la mia fantasia e la mia voglia infinita di giocare.
Lei, che mi ha fatto scoprire una forza che non sapevo di possedere, che mi ha fatto conoscere l' amore incondizionato, la magia della risata pura, la tenerezza di un corpo a corpo, la gioia delle piccole cose, di una danza, di un bagno caldo con le mie amate bolle di sapone...




Il libro scorre nella delicatezza della maternità, ma col suo finale, che ovviamente non mostrerò, ha smosso in me anche questi pensieri:

Lei, che mi ha costretta ad un duro lavoro, non ancora compiuto, per accettare di essere "umana"...
Lei, che mi fa da specchio mostrandomi le mie debolezze, le zone d'ombra della mia anima, la stanchezza che a volte impedisce di arrivare anche solo al supermercato, figuriamoci in terre lontane... la voglia di cantare, sì, ma a squarciagola nella mia macchina  godendomi un pochino di solitudine...
Lei, con cui ho imparato che non si può proteggere un figlio da tutto e che a volte la sola persona da cui vorresti proteggerlo sei proprio tu, la sua mamma...



Lei che mi vede per ciò che sono e che ora che è abbastanza grande da riuscire ad esprimere ciò che sente mi commuove spesso con le sue parole " Sei la mamma che volevo", facendomi sentire che qualcosa mi riesce perfettamente: essere la sua IMPERFETTA mamma!




Mammamani




22/05/16

RAFFI L'AQUILA BIANCA...per il bambino in ognuno di noi


Amo quando un libro parla alla bambina che ho l'onore di avere per figlia da 5 anni e contemporaneamente alla mia bambina interiore.

Raffi é il racconto di un'aquila bianca in mezzo ad aquile scure e "non solo é bianco, ma non sa neanche volare, che ne faremo?" dissero i suoi genitori. Così ha inizio la storia di quest'essere maestoso che al principio della sua esistenza "si vergognava di sé".

Il libro di Riccardo Geminiani e Claudia Rainville ha parlato con BimbaMani (la bambina che vive dentro me) e con BimbaGrande (la mia primogenita) nello stesso tempo, sedute sul dondolo in giardino, scaldate dal primo vero caldo di questa strana primavera.

A BimbaGrande è piaciuto molto, sebbene in alcuni punti si sia intristita ed in altri abbia trattenuto il fiato.
Coi suoi 5 anni ha però colto l'essenza di questo racconto motivazionale:
1) mai fermarsi all'apparenza
2) essere diversi dalla massa significa essere rari e " ciò che è raro è generalmente molto prezioso"
3) per imparare a "volare" bisogna innanzitutto credere di poterlo fare e poi è necessario fare tanta pratica e
4) non fermarsi al primo fallimento, non scoraggiarsi mai  perché " solo così scoprirai le forze in te racchiuse"

A BimbaMani ha fatto molto bene leggere di come Raffi abbia imparato a volare grazie alla sua nuova amica, la vecchia civetta Chouka e avrebbe tanto voluto averla come guida!

Da mamma invece, come da educatrice, vorrei tanto essere quella vecchia civetta e poter dire ad ogni bambino ciò che Chouka ha detto a Raffi :
" Può essere che tu abbia provato a fare come gli altri e questa è la ragione per cui non ci sei riuscito. Può essere che tu abbia un modo tutto tuo di fare le cose e serve solo che tu lo scopra"

Un libro per chi non si sente mai all'altezza, un racconto che parla di diversità, di amicizia e di fiducia.
Un libro che non può mancare nella libreria di chi, come me, ha scelto di educare i propri figli con un approccio olistico!

Mammamani










01/04/16

MAMMA RALLENTA E MERAVIGLIATI INSIEME A ME... un libro con gli occhi di un bambino




Una settimana fa ho scoperto e subito acquistato questo splendido albo illustrato per il quinto compleanno della mia BimbaGrande.  

Mi è arrivato dritto al cuore, come un invito, l'ennesimo, a guardare il mondo CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO; un mondo dove piccoli dettagli di un giorno qualunque sono attimi straordinari di meraviglia, per lo spirito di un bimbo.

Due sole parole :
"PRESTO", incita di continuo la mamma, seppur sorridente e giustamente di fretta per paura di perdere il treno e di prendere la pioggia.



"ASPETTA", risponde il piccolo invitandola a rallentare e fermare un attimo la corsa della quotidianità, così lontana dal tempo lento lento dei bambini.



Il libro si apre con una dedica dell'autrice che fa riflettere:
"PER MIA MAMMA, CHE HA ASPETTATO"


Lo so bene, anzi benissimo, che non sempre è possibile ASPETTARE, rispettare il ritmo naturale dei nostri figli. Se avessi una telecamera nascosta al mattino, quando ho fretta e devo andare a lavorare dopo aver lasciato la piccola ai nonni e la grande all'asilo, e loro si fermano a salutare i fiori e raccoglierne uno per la nonna, uno per il nonno, uno per la mamma, uno se per caso incontriamo qualcuno nei cento metri di strada che ci separano da casa dei nonni, uno perché magari arriva Irene nel pomeriggio, uno per la sua bambina, uno se per caso passasse Babbo Natale a marzo..."mamma ho dimenticato il ciuccio", "guarda il gatto bianco che dorme sul terrazzo" OMMIODDIO!!! mi viene fretta anche solo a rileggermi, cosa stavo dicendo... ah ecco... se avessi una telecamera nascosta e potessi riguardarmi penserei di aver bisogno di "uno bravo"!  


E' difficile, ma quanto sarebbe bello, poter sempre aspettare. Allora impariamo a concederci UN TEMPO, nell'arco della settimana, in cui possiamo camminare al loro passo, accanto a loro e non davanti a loro; un tempo in cui possiamo permetterci di guardarci attorno con GLI OCCHI DI UN BAMBINO, del nostro bambino, per gioire insieme dando da mangiare alle anatre, guardando i pesci in un acquario, osservando una farfalla, accarezzando un cagnolino, come il protagonista del libro.


E' un tempo sacro di cui poi non si può più fare a meno; è un regalo per noi stessi, prima ancora che per i nostri figli!


E vi posso assicurare che, come ci dimostra il finale dell' albo di Antoniette Portis,ci sono spettacoli per cui vale la pena perdere il treno!


Mammamani


E voi lo avete letto? Che emozioni vi ha mosso? A quali momenti vi ha fatto pensare? Lasciate un commento se vi va! Vi leggeremo con calma e vi faremo aspettare a lungo prima di avere una risposta (per fare esercizio) :-)









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