Visualizzazione post con etichetta racconti e favole per crescere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti e favole per crescere. Mostra tutti i post

28/08/20

Vi racconto una storia yogica insieme all'autrice

Prendere l'abilitazione all'insegnamento di yoga bimbi, da educatrice di base, quale sono di primaria professione, è stata la scelta migliore che io abbia fatto nella vita dopo quella di diventare mamma. Insegnare yoga in gruppi di genitori bimbi ed in scuole montessoriane mi ha riempito la vita di un entusiasmo senza paragoni. 
Sicuramente in parte lo devo a lei... così uguale a me, così diversa da me... 
Lei, che ho scelto come madrina per la mia bimba piccola per il bene che le voglio...
Lei, che ha scritto dei libri di racconti di yoga così semplici ed immediati e così meravigliosamente illustrati da Filippo Curzi, che i bambini"speciali"con cui lavoravo li hanno imparati a memoria e li hanno voluti mostrare loro stessi a tutta la scuola dell'infanzia e per cui le mie figlie si sono appassionate fin da piccine allo yoga... ragioni per cui la loro mamma ha poi deciso di intraprendere la strada dell'insegnare... di lasciare il segno... il segno dello yoga, dell'Unione!
Lei si chiama Irene Cocchi... e questo suo "racconto dello yoga" che ora vi presentiamo insieme, mi accompagna in ogni corso ed è molto amato dai "miei" bambini... spero anche dai vostri.

Buon ascolto... e mi raccomando: provate a fare le posizioni con i vostri bambini e se volete, potete trovare questo ed altri racconti ed. Macrolibrarsi su molti siti ed in libreria♥️
MammaMani 








12/11/17

UNA VOLPE, DUE GUFI ED UN TOPOLINO... un corto che ci ricorda come alcune brutte esperienze possano trasformarsi in possibilità

Al freddo Nord, una volpe affamata va in cerca di una preda ed un topolino giocherellone cerca di non diventare il suo pranzo, finché non incontrano due gufi opportunisti che...
"The short story of a fox and a mouse", un cortometraggio per chi come me ama le volpi di molti racconti e gli improbabili finali.
Con i bambini si può intavolare un bel dialogo su come la vita a volte ci stupisca con i suoi eventi e su come alcuni episodi negativi possano trasformarsi in possibilità per costruire qualcosa di bello; sta a noi scegliere (come fa il topolino)... anche questa è resilienza!




Buona visione
Mammamani











20/11/16

LUCILLO IL PIPISTRELLO... che, come tanti bimbi, non amava la notte


Tante volte su gruppi Facebook di libri per bambini è stato chiesto, soprattutto in estate quando si incontrano più facilmente dei ragazzi che distribuiscono libri sulle spiagge italiane, come fossero le favole distribuite dall' Associazione Culturale Touba .
Noi ne abbiamo alcune e le troviamo semplici e leggere, ma comunque in grado di offrire spunti per intavolare un confronto con i piccoli lettori.
"Favole con le ali" ci è stato regalato e all'interno abbiamo trovato questa favola semplice che è  piaciuta alle mie bimbe.
Dopo averla letta abbiamo parlato di Lucillo, di paure, di idee differenti da quelle degli altri e di quanto siano importanti gli opposti (ad esempio il giorno e la notte) e di quanto anche nel buio ci sia qualcosa di meraviglioso. Se non l'avete mai visto vi suggerisco il meraviglioso cortometraggio della Pixar "Il giorno e la notte", ma intanto vi racconto la storia di Lucillo, gentilmente "prestata" dall' Associazione Touba.


Lucillo il pipistrello


Questa e’ la storia di Lucillo, un piccolo pipistrello che non voleva proprio saperne di restare sveglio durante la notte come i genitori e i fratellini.

A Lucillo piaceva il sole, la luce dei suoi raggi, l’acqua fresca dei laghi, il cinguettio degli uccellini e il profumo dei fiori.

Voleva convincere tutti i suoi parenti che si sbagliavano a dormire di giorno e volare di notte. Così si divertiva a disturbarli nel sonno.

“Ehi, ehi, svegliatevi! Non sapete cosa vi perdete, la fuori c’è un mondo luminoso! Perchè vi ostinate a vivere nel buio? Dai, uscite dalla grotta! “
“Lucillo , lasciaci dormire! “ Rispondevano loro.

“ Se avessi almeno provato a conoscere la notte, capiresti che non e’ bello solo quello che brilla sotto il sole “, gli dicevano.

Allora Lucillo interrogo’ gli altri animali notturni per sapere perche’ anche loro insistessero a riposare nelle ore del giorno.

Ando’ dal lupo e gli chiese : “ Signor lupo, perchè le piace esplorare la foresta quando e’ buio ? Non sarebbe più facile seguire i sentieri quando i raggi del sole attraversano i rami degli alberi ? “

“ Lucillo-rispose il lupo-hai mai osservato la luna specchiarsi nell’ acqua ? Quando tutto intorno e’ nero e lei splende nel cielo maestosa non c’e’ niente di piu’ bello del suo bagliore lucente “.

Cosi’ Lucillo e il lupo ammirarono insieme la luna piena che sembrava tanto vicina da poterla toccare, e il pipistrello rimase senza parole.

Ma questo non era abbastanza, quindi andò dalla falena : “ Signora farfalla notturna, perchè le piace volare nelle tenebre anziché nutrirsi dei fiori colorati durante il giorno ? “.

“ Caro Lucillo, rispose lei, “ hai mai notato quanto e’ riposante la notte ? Durante le ore del giorno il caldo mi affatica, invece e’ cosi’ piacevole sentire l’aria fra le ali e posarsi sul petalo fresco di un fiore per mangiare un po’ “.

Allora i due fecero una gara di volo e il piccolo pipistrello scoprì che era davvero piacevole sentire addosso la freschezza del vento. Però questo non bastò a convincerlo che la notte fosse migliore del giorno, quindi decise di fare un ultimo tentativo.

Ando’ dal più saggio degli animali notturni, il gufo, che se ne stava appollaiato su un ramo di quercia per avvistare una preda da cacciare.

“ Signor gufo, posso farle una domanda ‘ “. “ Certo Lucillo, dimmi pure”, ruotando lentamente verso di lui la testa gonfia di piume.

“ Perché preferisce restare sveglio di notte ad osservare la terra da questo albero?“ 
“ Lucillo, di giorno ci sono tanti rumori e tanti movimenti, è difficile per me procurarmi del cibo. Hai mai ascoltato il suono delicato della notte ?“.

Allora il pipistrello si appese a testa in giù seguito dal gufo. Ascoltarono il canto dei grilli, lo strisciare del serpente, il fruscio delle foglie accarezzate dal vento e attesero insieme il sorgere del sole.

Fu allora che Lucillo capì che la notte e il giorno erano entrambi meravigliosi.


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Buonanotte a tutti
Mammamani






03/10/16

5 SPLENDIDI CORTOMETRAGGI ANIMATI... che parlano di amicizia

L' amicizia è uno dei valori più importanti nella vita di un essere umano. Gli amici, dopo i familiari e gli educatori, sono figure vitali anche per lo sviluppo della sfera morale ed emozionale dei nostri bambini.
Per questo è importante parlare con loro, fin da piccoli, di questo sentimento così sacro. Si possono leggere libri che parlino di Amicizia, raccontare i propri vissuti d' infanzia e, perché no, guardare insieme dei cartoni, lunghi o corti che siano, per prendere spunto per una bella condivisione.

Il cortometraggio ha il potere di arrivare dritto al cuore e parlare contemporaneamente il linguaggio dei bambini e quello degli adulti, grazie all' assenza di parole.

Questi sono 5 cortometraggi che ci parlano di questo sentimento profondo ed alcuni di questi sono delle vere e proprie piccole opere d' arte per cui vale la pena di prendersi qualche minuto anche senza figli, perché gli amici sono un dono prezioso per chiunque di noi!

1) Un esempio di Amicizia Incondizionata e Lealtà, con le maiuscole! Quando essere amici significa accettare l 'altro  per ciò che è e ciò che ci può offrire, totalmente...ma i bambini questo lo fanno già e ce lo insegnano ogni giorno.
Ce lo racconta il corto Pixar intitolato "Party Cloud"




2) L' amicizia non conosce differenze d' età, di interessi o di aspetto fisico. Ce lo racconta Monsterbox, un cortometraggio dolcissimo! Noi lo adoriamo!





3)Misunderstanding...é successo anche a me che una cara amica si allontanasse pensando che io non la volessi accanto a me...ma non l'ho capito e l'ho lasciata andare, diversamente dal protagonista del  cortometraggio "Runaway".



4) ...uno accanto all'altro, a sostenersi, proteggersi, aiutarsi e poi godere insieme degli spettacoli della vita...la tenerezza dell'amicizia in"Hola Llamigo".





5) Eccoli i tanto odiati ed amati Minions, a raccontarci, in chiave divertente, il desiderio di avere un amico del cuore e la fatica di volergli bene, ossia di mettere il suo bene davanti al proprio.
"Puppy"


Buona visione a tutti voi e se conoscete altri cortometraggi che parlino di questo sentimento, scrivetelo nei commenti e li aggiungerò nel prossimo articolo insieme a quelli di cui non ho parlato qui.

Mammamani




Articoli collegati
"LA STELLA DI LAURA"

Gruppo Facebook per parlare di cortometraggi, lungometraggi e cartoni per bambini:
https://www.facebook.com/groups/786312638151951/


07/09/16

TARTAGIU'...un racconto di Paola Viezzer per aiutare i bambini a capire la sindrome di Down



Questo racconto è tratto dal libro "Siamo speciali- Storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità", un libro della casa editrice Erickson scritto dalla psicomotricista ed educatrice di sostegno Paola Viezzer. Nel libro sono raccolti 10 racconti che possono aiutare i bambini a comprendere i temi della diversità, della disabilità e della malattia: balbuzie, cecità, emozioni, celiachia, sindrome di Down, diabete, disabilità fisica, iperattività, epilessia ed enuresi. Questo racconto mi ha emozionata sia come mamma che come educatrice di sostegno e lo condivido perché possa dare uno spunto di riflessione a chi non sa come affrontare alcuni tempi importantissimi con i propri e altrui bambini...

TARTAGIU'


<< Ecco fatto! Anche l'ultimo uovo è stato coperto di sabbia!>> disse soddisfatta fra sé e sé mamma Tartaruga guardando la piccola spiaggia. Il sole stava tramontando e con quella luce la sabbia sembrava rosata con sfumature dorate.
Mamma Tartaruga guardò l' oceano immenso, salutò per l' ultima volta i suoi piccoli dentro le uova e si avviò verso le onde.
 Le uova di tartaruga devono restare sotto la sabbia per tanti giorni, al calore del sole. Quando sono pronte si schiudono e i piccoli tartarughini escono a scoprire il mondo.
 Un giorno ci fu un fortissimo vento. le onde dell' oceano si alzarono di metri e correvano verso gli scogli dove si riversavano formando migliaia di spruzzi e una schiuma bianchissima.
 Il vento sollevò anche la sabbia fine della spiaggetta dove erano deposte le uova e , quando alla sera finalmente si placò, una delle piccole tane era sommersa di sabbia, molto più delle altre.
 Trascorsero i giorni, passarono le settimane.
 Un mattino le uova iniziarono a schiudersi. nei gusci si aprivano piano piano delle fessure, dalle quali spuntava la testa di un tartarughino, poi una zampetta, poi l' altra, la corazza, le altre due zampette e...via di corsa verso l' oceano.
 L' unico uovo a non aprirsi fu quello rimasto coperto da tanta sabbia durante la giornata di vento.
 Mamma e papà Tartaruga erano in mare, poco distante dalla spiaggetta, ad aspettare i loro cuccioli con gioia.
 Mamma Tartaruga li contò: <<Venti, trenta... ne manca uno! Sono sicura di averli contati bene dopo averli deposti, e sono sicurissima che ne manca uno!>>
 Papà e mamma Tartaruga dissero ai loro piccoli che dovevano tornare a riva per cercare il loro fratellino e li affidarono ai delfini, custodi del mare.
 Tornati a riva, mamma Tartaruga si guardò intorno: tante buche decoravano la spiaggetta. A un certo punto notò una montagnola di sabbia.
 <<Eccolo! Eccolo!>> gridò a papà Tartaruga. <<Vieni a vedere, qui c'è un piccolo che non è uscito!
>>
 <<Che strano! Tutti sono nati, come mai lui è ancora nel guscio?>> si domandò.
 <<Non lo so. Sono un po' preoccupato. E' meglio chiedere alla balena, lei sa spiegare ogni cosa>> rispose papà tartaruga.
 la saggia Balena stava schiacciando un pisolino quando fu svegliata da Marino, il cavalluccio custode della sua grotta.
 <<Signora Balena, signora Balena! C'è bisogno di voi!>>
 La Balena sbadigliò più volte e accolse le due tartarughe stropicciandosi gli occhi neri.
  <<In cosa posso aiutarvi?>> domandò.
  <<E' successa una cosa strana. Una delle uova deposte non si è schiusa. E' sommersa di sabbia>> spiegò papà Tartaruga preoccupato. >>Cosa può essere capitato?>>
 La Balena rispose: <<Non dovete preoccuparvi. L'uovo si schiuderà al momento giusto. Il vostro tartarughino ha solo bisogno di più tempo per prepararsi a entrare nel mondo>>.
 <<Ma questo tempo più lungo>> continuò la Balena <<farà essere il vostro tartarughino un po'...speciale>>
  <<Speciale? Speciale come?>> domandò mamma Tartaruga emozionata.
 <<Sarà un po' più lento e impacciato rispetto ai suoi fratellini, gli ci vorrà più tempo per imparare le cose. E avrà gli occhietti all' insù, perché li avrà tenuti chiusi stretti più a lungo degli altri>> disse la Balena.
 mamma e papà Tartaruga si abbracciarono. Le parole della Balena li avevano rincuorati: il loro piccolo avrebbe dovuto superare qualche ostacolo, ma certo sarebbe diventato grande e avrebbe trovato la sua strada.
 Le due tartarughe tornarono dai loro cuccioli che li stavano aspettando.
 <<Allora papà come è andata? Dov'è il nostro fratellino? E' successo qualcosa?>> domandò uno dei tartarughini. <<Venite tutti qui: io e la mamma dobbiamo dirvi una cosa importante>> annunciò papà Tartaruga.
 I cuccioli si riunirono intorno ai loro genitori, zitti e con le orecchie ben aperte.
 <<Il vostro fratellino è ancora nel guscio, ma uscirà. Ha bisogno di più tempo rispetto a voi. farà un po' fatica a imparare le cose. Dovrete avere pazienza con lui e volergli bene>> spiegò papà Tartaruga.
 Mamma, papà e i piccoli tartarughini aspettavano con ansia che l' uovo si schiudesse; ogni mattina nuotavano fino a riva, correvano alla tana e guardavano speranzosi, ma niente: il tartarughino non nasceva.
 Finché un pomeriggio, mentre l' intera famiglia stava al sole sulla piccola spiaggia, accadde ciò che tutti aspettavano.
 Piano piano l'uovo si schiuse e, a fatica, dalla sabbia uscì un tartarughino.
 Mamma e papà lo abbracciarono con amore, i fratellini fecero un grido di benvenuto.
 <<Ti chiameremo Tartagiù>> dissero in coro mamma e papà Tartaruga.
 Tartagiù era pronto per affrontare il mondo. Aveva un musetto simpatico e gli occhi un po' all' insù.

Tartagiù cresceva insieme ai fratellini, a mamma, a papà e agli abitanti dell' oceano.
 Ogni tanto si arrabbiava perché era impacciato e lento; lui voleva fare le cose da solo, ma poi capitavano sempre guai. una mattina , ad esempio, mentre giocava tra gli anemoni di mare, si allontanò dai fratelli e si perse.
 Si mise a piangere e i due fratelli maggiori, che stavano facendo una gara di nuoto con i polipi, furono costretti a lasciare il gioco per riportare Tartagiù nella tana, perché proprio non si calmava.
 Spesso si intestardiva sulle cose e non c' era modo di fargli cambiare idea.
 Quando la sera si preparavano per andare a nanna, Tartagiù insisteva per fare le coccole a tutti. Spesso faceva smorfie buffe.
 Il fratello maggiore di Tartagiùsi chiamava Tartarino e gli voleva molto bene. Aveva capito che non era proprio come le altre tartarughe marine e si dispiaceva quando il fratellino non riusciva a fare le cose. Qualche volta, però, si arrabbiava anche con lui, perché rallentava i giochi e riceveva tante attenzioni da mamma e papà.
 <<In effetti>> pensò Tartarini una mattina mentre nuotava nell' oceano <<è da tanto tempo che mamma e papà non mi portano al torneo degli squali! Sono sempre impegnati ad accompagnare Tartagiù dal Grande Polipo, che gli insegna a essere meno impacciato nei movimenti, o dal Serpente di mare, che lo aiuta a parlare meglio>>.
 mentre pensava e ripensava si scontrò con il Delfino azzurro.
 <<Ehi Tartarini! Come mai sei così pensieroso?E' successo qualcosa?>> domandò al tartarughino.
 <<E' per via di Tartagiù, il mio fratello un po' speciale", come lo chiamano tutti>> rispose Tartarino.
 <<E allora?>> continuò il Delfino.
 <<Bé... allora c'è che è diverso. Ecco, la parola giusta è "diverso". sono arrabbiato e anche triste perché lo prendono in giro; è goffo e lento. Non riesce a fare le cose come le facciamo noi!>> disse Tartarino quasi in lacrime.
 <<Hai ragione, tuo fratello è speciale. ma vedi Tartarino, tutti noi siamo diversi e nello stesso tempo unici. Ciascuno di noi sa fare cose che altri non sanno fare; alcune cose di noi ci piacciono e altre meno, ma siamo ugualmente importanti agli occhi di chi ci sta intorno. Tartagiù è più lento e impacciato di te o di me, però ha una dolcezza e una simpatia che lo fanno essere la mascotte dell' oceano>> disse in Delfino.
 <<Sì, ma perché non capisce quando gli spiego le cose? E perché fa fatica a parlare bene?>> obiettò Tartarino.
 <<Lui è rimasto sotto la sabbia più a lungo di te e dei tuoi fratellini, e per questo è un po' più lento. Però vedrai che anche lui riuscirà a fare quello che fate voi, anche se a suo modo, e con i suoi tempi.>>
 <<Penso di aver capito>> aggiunse Tartarino con gli occhi umidi per l' emozione. <<In effetti, se penso a tutte le volte che l' ho sgridato perché non notava veloce, o alle volte che insieme ad altri amici lo abbiamo preso in giro quando si tuffava goffamente, o quando cercava di parlare ma diceva parole senza senso...>> proseguì in tartarughino.
 <<Non ti devi sentire in colpa Tartarino! Vedrai che col tempo imparerai ad accettarlo e a volergli bene per quello che sa fare e anche per le sue diversità>> disse il Delfino.
 Tartarino fece un grande sorriso e aggiunse: <<Sono felice di aver potuto parlare con qualcuno di tutte queste cose che sentivo come un peso dentro me. grazie per avermi ascoltato e per avermi aiutato a capire.>>
 Quella sera, prima di addormentarsi, Tartagiù mostrò a Tartarino un gioco che gli aveva insegnato il grande Polipo: i due fratellini giocarono e si divertirono un mondo, e per la prima volta Tartarino pensò che anche lui aveva qualcosa da imparare dal suo fratellino speciale.




Questo il link alla scheda del libro:
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38184








---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Un abbraccio a tutti i Tartagiù del mondo ed ai loro splendidi mamma Tartaruga e papà Tartaruga speciali!

Mammamani
























26/05/16

LA RANOCCHIA SORDA...un cortometraggio sull'importanza della motivazione


L'ambiente familiare ed il contesto educativo che circonda i bambini piccoli può forgiare la loro resilienza oppure renderli arrendevoli e pessimisti.

Le parole che usiamo ogni giorno hanno un gran peso nella crescita e sul sano sviluppo dell'autostima dei bambini.

Mi capita molto di frequente di sentire frasi tipo " non salire perché ti fai male, sei troppo piccolo per questo, sei troppo piccolo per quello", oppure continui "stai attento" in ogni situazione; l'ultima alla fontanella del parco "non aprire l'acqua perché se no ti bagni e poi scivoli e poi ti viene il raffreddore" "e poi muori" ho aggiunto io ridendo, perché a volte la lingua non mi dà il tempo di moderare il pensiero.

E capita di certo inconsapevolmente anche a me, figlia del "potevi fare di più", per cui mi sembra di non fare mai abbastanza!

Questo bellissimo cortometraggio (purtroppo soltanto in inglese, o almeno credo) si basa sulla parabola della rana sorda, che insegna che non sempre gli altri hanno ragione su ciò che pensano di noi e che, al contrario, credendo in noi stessi, si possono raggiungere traguardi che sembravano irraggiungibili.
Nel cortometraggio animato, fortunatamente, è stato modificato il finale, che ci insegna quanto sia importante e potente l'appoggio ed il sostegno di chi ci sta intorno, soprattutto se pensiamo di non farcela!!!

The little frog/dos ranas  o La ranita sorda
Qui la versione in inglese sottotitolata in spagnolo di youtube con una buona qualità (più sotto una versione sottotitolata in italiano, ma con immagini un po' sgranate).



Buona visione

Mammamani






22/05/16

RAFFI L'AQUILA BIANCA...per il bambino in ognuno di noi


Amo quando un libro parla alla bambina che ho l'onore di avere per figlia da 5 anni e contemporaneamente alla mia bambina interiore.

Raffi é il racconto di un'aquila bianca in mezzo ad aquile scure e "non solo é bianco, ma non sa neanche volare, che ne faremo?" dissero i suoi genitori. Così ha inizio la storia di quest'essere maestoso che al principio della sua esistenza "si vergognava di sé".

Il libro di Riccardo Geminiani e Claudia Rainville ha parlato con BimbaMani (la bambina che vive dentro me) e con BimbaGrande (la mia primogenita) nello stesso tempo, sedute sul dondolo in giardino, scaldate dal primo vero caldo di questa strana primavera.

A BimbaGrande è piaciuto molto, sebbene in alcuni punti si sia intristita ed in altri abbia trattenuto il fiato.
Coi suoi 5 anni ha però colto l'essenza di questo racconto motivazionale:
1) mai fermarsi all'apparenza
2) essere diversi dalla massa significa essere rari e " ciò che è raro è generalmente molto prezioso"
3) per imparare a "volare" bisogna innanzitutto credere di poterlo fare e poi è necessario fare tanta pratica e
4) non fermarsi al primo fallimento, non scoraggiarsi mai  perché " solo così scoprirai le forze in te racchiuse"

A BimbaMani ha fatto molto bene leggere di come Raffi abbia imparato a volare grazie alla sua nuova amica, la vecchia civetta Chouka e avrebbe tanto voluto averla come guida!

Da mamma invece, come da educatrice, vorrei tanto essere quella vecchia civetta e poter dire ad ogni bambino ciò che Chouka ha detto a Raffi :
" Può essere che tu abbia provato a fare come gli altri e questa è la ragione per cui non ci sei riuscito. Può essere che tu abbia un modo tutto tuo di fare le cose e serve solo che tu lo scopra"

Un libro per chi non si sente mai all'altezza, un racconto che parla di diversità, di amicizia e di fiducia.
Un libro che non può mancare nella libreria di chi, come me, ha scelto di educare i propri figli con un approccio olistico!

Mammamani










16/04/16

IL BAMBINO BLU... un racconto "diverso"

Sul web, nei gruppi di mamme, leggo da anni domande del tipo "come spiego la diversità a mio figlio di due anni?".
Il mio pensiero al riguardo lo esprimerò il giorno che vedrò il mio albo illustrato in libreria :-)
Ciò che volevo raccontare qui è la risposta di una mamma consapevole.
"Ero in un negozio, mio figlio continuava a fissare un signore di colore. Ho avuto paura che potesse fare qualche commento, visto lo sguardo fisso del bambino. All'uscita dal negozio ho chiesto a M. perché continuasse a fissare quel signore "Era davvero molto alto mamma". La sua risposta mi ha commosso".

Qualche mese fa ho avuto il piacere di incrociare sulla mia strada virtuale una mamma blogger che ha scritto un racconto che avrei potuto scrivere io, dopo aver letto le infinite risposte di altre mamme in situazioni simili.
Le ho chiesto così di poter ospitare il suo racconto nel mio blog, perché, come ho scritto nella presentazione del mio libro, io credo che  " la diversità sta nello sguardo degli adulti, non in quello dei bambini".
Ringrazio Flavia di questo regalo e spero di poter contraccambiare!


IL BAMBINO BLU

Oggi a scuola è arrivato un nuovo alunno.
La maestra Rossella è un po’ preoccupata, perché il nuovo bambino ha una particolarità, una cosa davvero mai vista prima… eh sì, perché il nuovo bambino è tutto BLU!
“Come reagiranno i compagni?”, si chiede mentre va in classe. Appena entrata con accanto il nuovo alunno, ecco che tutti gli occhi dei compagni sono puntati su di lui e già quella monella di Lisa ride sotto i baffi.
“Ecco lo sapevo”, pensa la maestra, e arrabbiata chiede: “Che c’è da ridere Lisa? Vuoi far ridere anche noi?”.
“Scusi Signora maestra”, risponde la bambina divertita, “è che ha messo la maglia al contrario!”.
La maestra si guarda il maglione, questa mattina è uscita di fretta, e in effetti che disdetta, lo ha messo proprio al rovescio! “Emh… grazie Lisa”, dice imbarazzata sistemandolo.
Il bambino blu sorride.
Ma ecco che al terzo banco Marco e Luca parlottano lanciando sguardi al nuovo arrivato. “Cosa avete da dirvi di interessante laggiù?”, chiede irritata la maestra.
“Il nuovo bambino ha un nome buffo, ho sentito la mamma che lo chiamava!”, risponde Luca.
Il bambino blu sorride: “già, nel Paese da cui provengo vuol dire «felice»”-
“Anch’io mi chiamo Felice!”, urla ridendo un bimbo dall’ultimo banco.
La maestra tira un sospiro di sollievo. Ecco però Francesca che indica il nuovo venuto. La maestra sta già per sgridarla, per dirle che non si indicano le persone, soprattutto per sottolineare che hanno qualcosa di diverso da noi, ma lei la precede e dice al bambino blu: “Attento, hai la scarpa slacciata!”.
Il bambino blu la allaccia e ringrazia.
“Ma insomma” chiede alla fine la maestra stupita, “possibile che non vi siate accorti che il nuovo compagno è tutto blu?”.
I bambini la guardano incuriositi e in coro le rispondono: “Ma certo, perché?”.
Oggi la maestra Rossella ha ricevuto una bella lezione dai suoi amati bambini…






Fonte: http://www.serensara.it/2015/10/il-bambino-blu/





Anche i vostri bambini vi hanno stupito con profonde lezioni di vita in merito alla "diversità"?
Potete raccontarcelo anche sulla nostra pagina facebook


Mammamani



27/03/16

IL NASO A CILIEGIA DELLA LUNA ....credere ai bambini






Questa è la storia di Gloria che parlava con la Luna.


Gloria era una bambina molto allegra e gioiosa. Gloria non diceva mai bugie e non è che non le dicesse perché le avevano insegnato a non farlo, ma perché lei stessa amava le persone sincere, quelle che dicono sempre la verità, anche se a volte è difficile. Una volta  un suo caro amico le aveva mentito e  lei si era sentita così triste che da quel momento, per un lungo periodo, non riuscì più a fidarsi completamente di lui; così promise a se stessa che non avrebbe più raccontato bugie.


Una notte la piccola Gloria si sentì chiamare, si alzò dal letto, aprì piano la finestra e vide una splendida Luna piena nel cielo, sembrava davvero che avesse gli occhi ed una semplice linea come bocca: così bella non l'aveva mai vista.











Stava per chiudere la finestra quando all' improvviso una voce le disse : "Buonanotte piccola Gloria, resta sempre così gioiosa come sei e diffondi la tua gioia e la tua verità intorno a te".

"Chi parla?" chiese la bimba stupita

"Sono la Luna", rispose quel viso di luce splendente dal cielo

"Ma la Luna non parla" replicò Gloria

"Tutti gli esseri di Luce possono parlare, ma non tutti hanno il cuore aperto e la mente libera per poterli sentire; questa notte volevo soltanto dirti che dal cielo noi Luci ti proteggiamo, così come proteggiamo ogni bimbo sulla terra. Ora torna a dormire, fai dolci sogni e domattina porta questo messaggio ai tuoi amici".

Stupefatta, emozionata e vibrante Gloria tornò nel suo letto senza parole, tra il sogno, il sonno e la veglia... e si addormentò.

Al risveglio la bimba corse subito in cucina dalla sua mamma, dove con entusiasmo ed emozione disse :"Mamma, questa notte la Luna mi ha parlato"

"Sarà stato un sogno" replicò la mamma

"No mamma, lo giuro, la Luna mi ha parlato; mi ha detto che devo continuare a portare gioia intorno a me, che le Luci del cielo proteggono i bambini della terra e che io devo portare questo messaggio ai miei amici".

"Gloria!" si innervosì la mamma "sai che le bugie non si dicono e ancor peggio non si giura su una bugia"
.
"Non è una bugia mamma, sai bene che io non ne dico"…e la bimba se ne andò triste pensando : " se non mi crede la mamma non mi crederà nessuno"

La notte seguente Gloria, mentre dormiva profondamente, si sentì chiamare di nuovo dalla stessa voce dolce della notte precedente. Di nuovo si alzò, aprì la finestra e vide la Luna, che aveva delle guanciotte rosa che la rendevano ancora più bella. La Luna le disse: "Piccola mia, abbi Fede e lei ti crederà".





Il mattino dopo la bambina fece le scale di corsa, corse di nuovo a cercare la mamma e le disse: "Mamma mi devi credere, la Luna  mi parla e questa notte aveva anche delle bellissime guanciotte rosa, com'era bella!!!"

Cercando di restare calma la mamma disse, ancora : "Io credo che tu abbia sognato"

"Non era un sogno mamma, devi credermi"

La mamma veramente innervosita allora le rispose, come a prenderla in giro "la luna con gli occhi, la bocca e due guanciotte rosa ti parla, va bene, magari ha pure un naso a ciliegia eh?"


La piccola Gloria nemmeno per un minuto perse fiducia in se stessa e nemmeno perse la fiducia nella protezione delle Luci, sapeva che sarebbe successo qualcosa e che proprio le Luci l'avrebbero aiutata a ritrovare l'armonia con la sua mamma.


Una notte di pochi giorni dopo la mamma si sentì chiamare nel sonno, si alzò, aprì la finestra e……ciò che vide la lasciò senza fiato :
UNA MAGNIFICA LUNA CON GLI OCCHI CHIUSI, UNA LINEA SEMPLICE  PER BOCCA, DUE GUANCIOTTE ROSA E….UN NASO A CILIEGIA!







La mattina, al risveglio, la mamma si rese conto che non era in grado di dire se veramente si fosse alzata dal letto o se avesse solo sognato, ma se fosse stato così, il sogno era stato talmente intenso da essere comunque reale. Così andò di corsa da sua figlia, si abbassò per guardarla dritta negli occhi e le disse soltanto  "Scusa" , poi l'abbracciò forte e aggiunse "IO TI CREDO".


Gloria non volle nemmeno sapere cosa avesse fatto cambiare idea alla sua mamma, le bastava solo sapere che ora le  credeva, perché finalmente poteva raccontare il messaggio delle Luci ai suoi più cari amici…

…e indovinate un po'?

I suoi amici sapevano bene che Gloria non amava le bugie ed anche se il suo racconto di una luna parlante con occhi chiusi, una linea semplice per bocca e due guanciotte rosa avrebbe potuto farli dubitare, loro le credettero, tutti!

…..PERCHE'LORO SONO BAMBINI…I BAMBINI SANNO!!!!





Mammamani 

Illustrazioni di Ars Quidam