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16/07/17

UN ESERCIZIO PER TORNARE DENTRO DI TE QUANDO STAI PER PERDERE IL CONTROLLO... le aperture della testa di Osho

Quante volte vi è successo di aver paura di perdere il controllo?

Sentire la stanchezza che fa tremare le gambe, il fiato che non sale, lo specchio che ci mostra un essere sconosciuto... che non ci piace.
Quelle volte, magari molte, magari solo un paio, in cui avremmo voluto urlare (e magari lo abbiamo anche fatto), sbattere una porta dietro ai nostri meravigliosi bambini per riprendere fiato. Forse anche soltanto di fronte ad una decisione importante da prendere, quando ci sembra che la mente possa scoppiare senza trovare una via d' uscita.
Si... almeno una volta io credo sia successo anche alla mamma più zen.
In questi momenti avere degli strumenti a cui poter ricorrere per tornare dentro di sé è fondamentale, innanzitutto per non raggiungere il punto di rottura con i nostri figli, ma soprattutto con noi stesse, perché siamo spesso molto più rigide verso di noi che verso di loro ( e più strumenti di pedagogia e psicologia abbiamo, più è pesante il giudizio dello specchio).

Questa sera voglio parlarvi di un semplicissimo esercizio che può aiutare in pochi minuti a fermare il mondo quando si vorrebbe urlare solo  "fatemi scendere!".
Vi suggerisco di provare questa tecnica efficace, sana e a mio avviso sacra, in tutte quelle situazioni in cui le emozioni vi travolgono rischiando di farvi fare o anche soltanto dire, cose spiacevoli.

L' unico time out in solitudine che contemplo come educatrice e come mamma è il mio.
Bastano tre minuti di solitudine per tornare DENTRO quando si è un po' troppo "FUORI".
A volte basta soltanto fermarsi e ricordarsi di respirare, ma per chi non conosce o non pratica meditazione o altre discipline olistiche, un modo per tornare a respirare è quello di arrestare completamente, prima, il respiro.

QUANDO SENTI CHE STAI PER PERDERE IL CONTROLLO STACCATI DALLA SITUAZIONE PER POCHI MINUTI E CHIUDI IMPROVVISAMENTE CON LE MANI TUTTI I CANALI SENSORIALI DELLA TESTA:
TAPPATI LE ORECCHIE
CHIUDI GLI OCCHI
TAPPATI LE NARICI
CHIUDI LA BOCCA

NON AVER PAURA, "NON PUOI MORIRE PERCHE' ESISTE UNA SICUREZZA IMPLICITA; INFATTI, QUANDO STARAI PER CADERE NELL' INCOSCIENZA, LE MANI MOLLERANNO LA PRESA ED IL RESPIRO TORNERA' A SCORRERE"
"A QUEL PUNTO NON AVRAI PIU' BISOGNO DI ALCUNA SICUREZZA, NON POTRAI PIU' AVERE PAURA, NULLA TI POTRA' PIU' UCCIDERE, NULLA TI POTRA' ESSERE SOTTRATTO, PERCHE' ORA L' INTERO UNIVERSO TI APPARTIENE: TU SEI L' UNIVERSO! TU SEI L' ESISTENZA INTERA!"


Se hai paura fai una prova in un qualsiasi momento tranquillo quando hai accanto qualcuno.

Io uso questa tecnica, che va usata improvvisamente (non deve diventare un' abitudine o un esercizio quotidiano), quando devo prendere una decisione importante e la mente non mi dà tregua riempiendomi di pensieri contrastanti che mi impediscono di "lasciar fluire".


Vi trascrivo anche il testo originale
Buona tregua
Mammamani



"E una delle tecniche più antiche, usata moltissimo, ed è anche una delle più semplici: chiudi tutte le aperture della testa — occhi, orecchie, naso, bocca - in questo modo la tua coscienza, che fluisce continuamente verso l'esterno, all'improvviso si arresta. Non si può più spostare verso l'esterno. Rimanendo all'interno, la tua coscienza si concentra tra i due occhi, e si focalizza sul terzo occhio. Questo spazio diventa onnicomprensivo: Shiva afferma che in questo spazio è inclusa ogni cosa. Se riesci a percepire questo spazio, avrai percepito ogni cosa. Allorché sarai riuscito a percepire, all'interno, questo spazio tra i due occhi, avrai conosciuto l'intera esistenza, la sua totalità, perché quello spazio interno è onnicomprensivo. Nulla ne è lasciato fuori. Allorché conosci questo spazio, per la prima volta la tua vita sarà autentica, intensa, per la prima volta sarà veramente viva. A quel punto non avrai più bisogno di alcuna sicurezza, non potrai più avere paura, nulla ti potrà più uccidere, nulla ti potrà essere sottratto, perché ora l'intero universo ti appartiene: tu sei l'universo! Tu sei l'esistenza intera! Non devi usare solo le mani. Puoi usare dei tamponi per chiudere le orecchie, e una mascherina per gli occhi. Il senso sta nel chiudere le aperture della testa completamente, per alcuni istanti, o per alcuni secondi. Questa tecnica è utile se fatta improvvisamente. Mentre sei sdraiato a letto, chiudi all'improvviso tutte le tue aperture, e vedi cosa ti accade. Se ti senti soffocare, persisti, a meno che non diventi assolutamen­te insopportabile. Ma se fosse veramente insopportabile, non riusciresti a tener chiusi quegli orifizi: la forza interna li spalancherebbe. Il momento del soffocamento, di fatto, è il momento cruciale, perché spezzerà le vecchie associazioni. Se riesci a persistere per alcuni istanti ancora, è meglio. Sarà difficile, sentirai che stai per morire, ma non aver paura, perché non puoi morire. Se persisti, all'improvviso ogni cosa si illuminerà: sentirai lo spazio interiore che continua a dilatarsi, e il Tutto ne viene compreso. A quel punto apri gli orifizi. Ma poi riprovaci, ogni volta che puoi farlo, provaci; ma non farne una pratica: è necessario uno spasmo improvviso. In quello spasmo, il flusso nei tuoi vecchi canali di coscienza si arresta e diventa possibile qualcosa di nuovo. Se ne fai una pratica, non accadrà nulla, diventerà un'abitudine meccanica. Praticalo quando ti è possibile, e pian piano diverrai consapevole di uno spazio interiore: quello spazio interiore affiora nella tua coscienza solo quando sei sull'orlo della morte. Ma non puoi morire, esiste una sicurezza implicita; infatti, quando starai per cadere nell'incoscienza, le mani molleranno la presa e il respiro tornerà a scorrere" da "Il sentiero del reale" di Osho



16/02/17

SE SEI STANCA O ARRABBIATA... impara a prenderti cura della tua stanchezza e della tua rabbia

"Essere capaci di respirare è un miracolo" dice spesso nei suoi scritti Thich Nhat Hanh, monaco buddhista zen, autore di meravigliose opere cariche di insegnamenti tanto semplici quanto magnificamente ricchi di potere curativo per anima e cuore.
Questa sera voglio parlarvi di un esercizio che lui chiama "Momento meraviglioso".
Questo esercizio, così prezioso e sacro, di questo grande maestro, lo dedico innanzitutto a me stessa, per tutti quei momenti in cui ho pensato di non avere più forze o di essere "sbagliata" perché la mia rabbia mi aveva oscurato, rendendomi "brutta" anche agli occhi delle mie bambine; ma in quei momenti mi sono venuti in soccorso i miei 20 anni di pratiche meditative e ascoltando le mie emozioni, ma soprattutto il mio respiro, sono tornata a me stessa e come dice Thich Nhat Hanh "Essere compassionevoli nei confronti di se stessi è una pratica molto importante".
Dopodiché lo dedico a tutte le mamme che conosco, a quelle che non conoscerò mai e a quelle che conoscerò presto, perché anche la mamma più zen della terra ha avuto la fortuna, sì, la fortuna, di passare da quel momento in cui si pensa di aver sbagliato tutto... ma passare CONSAPEVOLMENTE attraverso quel tunnel porta ad un' epifania: la manifestazione del miracolo che siamo, della dea creatrice che vive in noi.


Momento meraviglioso

"Ho un esercizio di respirazione che vorrei offrirvi" racconta Thich Nhat Hanh in "Libero ovunque tu sia".

"Sono sicuro che se seguirete questo esercizio nei momenti difficili, ne trarrete sollievo"

L' esercizio consiste nel fermarsi e respirare consapevolmente ripetendo queste affermazioni:

"Inspirando, so che sto inspirando.
Espirando, so che sto espirando.
Inspirando noto che l’inspirazione si è fatta più profonda.
Espirando noto che l’espirazione si è fatta più lenta.
Inspirando, mi calmo; espirando, mi sento a mio agio.
Inspirando, sorrido; espirando, lascio andare.
Inspirando, dimoro nel momento presente. Espirando, so che è un momento meraviglioso."

Aggiungo la versione più lunga dell' esercizio per chi non pratica abitualmente meditazione, ma ha voglia di avvicinarsi a questa pratica meravigliosa.

"Questi versi possono essere riassunti nel modo seguente:
Dentro, fuori; profondo, lento; calma, agio; sorrido, lascio andare; momento presente, momento meraviglioso.
Prima pratichiamo ”inspiro”, “espiro”: inspirando, diciamo in silenzio “inspiro”, per nutrire la consapevolezza dell’inspirazione. Quando espiriamo, diciamo “espiro”, consapevoli che stiamo espirando.
Ogni parola è una guida che ci aiuta a tornare al respiro nel momento presente. Possiamo ripetere ”inspiro”, “espiro” finché non sentiamo che la nostra concentrazione è solida e piena di pace.
Quindi, alla successiva inspirazione diciamo “profondo” e alla successiva espirazione diciamo “lento”.
Quando respiriamo in modo consapevole, il respiro si fa più profondo e più lento, più tranquillo e piacevole.
Continuiamo a respirare, “profondo, lento, profondo, lento” finché non vogliamo passare alla frase successiva, che è “calma, agio”. Calma significa che calmiamo il nostro corpo, che portiamo pace al nostro corpo. Inspirando, porto l’elemento della calma nel mio corpo. Se abbiamo una sensazione o un’emozione che ci fa sentire meno tranquilli, calmare vuol dire calmare quella sensazione o emozione. Inspirando, calmo le mie emozioni. Espirando, calmo le mie sensazioni. Quando espiriamo, diciamo “agio”, che significa essere leggeri, rilassati, sentire che nulla è importante quanto il nostro benessere.
Quando abbiamo dimestichezza con “calma, agio” passiamo a “sorrido, lascio andare”. Quando inspiriamo, anche se in quel momento non sentiamo molta gioia, possiamo comunque sorridere. Quando sorridiamo, la gioia e la pace in noi si fanno più salde e la tensione svanisce. Quando espiriamo, diciamo “lascio andare”. Lasciamo andare ciò che ci fa soffrire: un’idea, una paura, una preoccupazione, la rabbia.
E alla fine torniamo a “momento presente, momento meraviglioso”. “Inspirando, dimoro nel momento presente. Espirando sento che è un momento meraviglioso”. Ricordate, il Buddha ha detto che il momento presente è il solo momento in cui la vita ci è disponibile. Quindi, per poter entrare in contatto profondo con la vita dobbiamo tornare al momento presente. Il respiro è come un ponte che collega il corpo e la mente. Nella vita quotidiana il nostro corpo può stare in un luogo e la nostra mente altrove, nel passato o nel futuro: è detto uno “stato di distrazione”. Il respiro è un collegamento fra il corpo e la mente. Quando iniziate a inspirare e a espirare con consapevolezza, il vostro corpo tornerà alla vostra mente in un istante; e quando iniziate a inspirare ed espirare con consapevolezza, la mente tornerà al corpo. Sarete in grado di realizzare l’unità di corpo e mente e diverrete pienamente presenti e pienamente vivi nel qui e ora. In quel momento avrete la possibilità di entrare in contatto profondo con la vita. Non è difficile. Tutti possono farlo"



Che ogni nostro attimo di debolezza, paura ed insicurezza sia Benedetto
Buona respirazione
Mammamani




20/11/16

LUCILLO IL PIPISTRELLO... che, come tanti bimbi, non amava la notte


Tante volte su gruppi Facebook di libri per bambini è stato chiesto, soprattutto in estate quando si incontrano più facilmente dei ragazzi che distribuiscono libri sulle spiagge italiane, come fossero le favole distribuite dall' Associazione Culturale Touba .
Noi ne abbiamo alcune e le troviamo semplici e leggere, ma comunque in grado di offrire spunti per intavolare un confronto con i piccoli lettori.
"Favole con le ali" ci è stato regalato e all'interno abbiamo trovato questa favola semplice che è  piaciuta alle mie bimbe.
Dopo averla letta abbiamo parlato di Lucillo, di paure, di idee differenti da quelle degli altri e di quanto siano importanti gli opposti (ad esempio il giorno e la notte) e di quanto anche nel buio ci sia qualcosa di meraviglioso. Se non l'avete mai visto vi suggerisco il meraviglioso cortometraggio della Pixar "Il giorno e la notte", ma intanto vi racconto la storia di Lucillo, gentilmente "prestata" dall' Associazione Touba.


Lucillo il pipistrello


Questa e’ la storia di Lucillo, un piccolo pipistrello che non voleva proprio saperne di restare sveglio durante la notte come i genitori e i fratellini.

A Lucillo piaceva il sole, la luce dei suoi raggi, l’acqua fresca dei laghi, il cinguettio degli uccellini e il profumo dei fiori.

Voleva convincere tutti i suoi parenti che si sbagliavano a dormire di giorno e volare di notte. Così si divertiva a disturbarli nel sonno.

Ehi, ehi, svegliatevi! Non sapete cosa vi perdete, la fuori c’è un mondo luminoso! Perchè vi ostinate a vivere nel buio? Dai, uscite dalla grotta! “
“Lucillo , lasciaci dormire! “ Rispondevano loro.

Se avessi almeno provato a conoscere la notte, capiresti che non e’ bello solo quello che brilla sotto il sole “, gli dicevano.

Allora Lucillo interrogo’ gli altri animali notturni per sapere perche’ anche loro insistessero a riposare nelle ore del giorno.

Ando’ dal lupo e gli chiese : “ Signor lupo, perchè le piace esplorare la foresta quando e’ buio ? Non sarebbe più facile seguire i sentieri quando i raggi del sole attraversano i rami degli alberi ? “

Lucillo-rispose il lupo-hai mai osservato la luna specchiarsi nell’ acqua ? Quando tutto intorno e’ nero e lei splende nel cielo maestosa non c’e’ niente di piu’ bello del suo bagliore lucente “.

Cosi’ Lucillo e il lupo ammirarono insieme la luna piena che sembrava tanto vicina da poterla toccare, e il pipistrello rimase senza parole.

Ma questo non era abbastanza, quindi andò dalla falena : “ Signora farfalla notturna, perchè le piace volare nelle tenebre anziché nutrirsi dei fiori colorati durante il giorno ? “.

Caro Lucillo, rispose lei, “ hai mai notato quanto e’ riposante la notte ? Durante le ore del giorno il caldo mi affatica, invece e’ cosi’ piacevole sentire l’aria fra le ali e posarsi sul petalo fresco di un fiore per mangiare un po’ “.

Allora i due fecero una gara di volo e il piccolo pipistrello scoprì che era davvero piacevole sentire addosso la freschezza del vento. Però questo non bastò a convincerlo che la notte fosse migliore del giorno, quindi decise di fare un ultimo tentativo.

Ando’ dal più saggio degli animali notturni, il gufo, che se ne stava appollaiato su un ramo di quercia per avvistare una preda da cacciare.

Signor gufo, posso farle una domanda ‘ “. “ Certo Lucillo, dimmi pure”, ruotando lentamente verso di lui la testa gonfia di piume.

Perché preferisce restare sveglio di notte ad osservare la terra da questo albero?“ 
“ Lucillo, di giorno ci sono tanti rumori e tanti movimenti, è difficile per me procurarmi del cibo. Hai mai ascoltato il suono delicato della notte ?“.

Allora il pipistrello si appese a testa in giù seguito dal gufo. Ascoltarono il canto dei grilli, lo strisciare del serpente, il fruscio delle foglie accarezzate dal vento e attesero insieme il sorgere del sole.

Fu allora che Lucillo capì che la notte e il giorno erano entrambi meravigliosi.


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Buonanotte a tutti
Mammamani






03/10/16

5 SPLENDIDI CORTOMETRAGGI ANIMATI... che parlano di amicizia

L' amicizia è uno dei valori più importanti nella vita di un essere umano. Gli amici, dopo i familiari e gli educatori, sono figure vitali anche per lo sviluppo della sfera morale ed emozionale dei nostri bambini.
Per questo è importante parlare con loro, fin da piccoli, di questo sentimento così sacro. Si possono leggere libri che parlino di Amicizia, raccontare i propri vissuti d' infanzia e, perché no, guardare insieme dei cartoni, lunghi o corti che siano, per prendere spunto per una bella condivisione.

Il cortometraggio ha il potere di arrivare dritto al cuore e parlare contemporaneamente il linguaggio dei bambini e quello degli adulti, grazie all' assenza di parole.

Questi sono 5 cortometraggi che ci parlano di questo sentimento profondo ed alcuni di questi sono delle vere e proprie piccole opere d' arte per cui vale la pena di prendersi qualche minuto anche senza figli, perché gli amici sono un dono prezioso per chiunque di noi!

1) Un esempio di Amicizia Incondizionata e Lealtà, con le maiuscole! Quando essere amici significa accettare l 'altro  per ciò che è e ciò che ci può offrire, totalmente...ma i bambini questo lo fanno già e ce lo insegnano ogni giorno.
Ce lo racconta il corto Pixar intitolato "Party Cloud"




2) L' amicizia non conosce differenze d' età, di interessi o di aspetto fisico. Ce lo racconta Monsterbox, un cortometraggio dolcissimo! Noi lo adoriamo!





3)Misunderstanding...é successo anche a me che una cara amica si allontanasse pensando che io non la volessi accanto a me...ma non l'ho capito e l'ho lasciata andare, diversamente dal protagonista del  cortometraggio "Runaway".



4) ...uno accanto all'altro, a sostenersi, proteggersi, aiutarsi e poi godere insieme degli spettacoli della vita...la tenerezza dell'amicizia in"Hola Llamigo".





5) Eccoli i tanto odiati ed amati Minions, a raccontarci, in chiave divertente, il desiderio di avere un amico del cuore e la fatica di volergli bene, ossia di mettere il suo bene davanti al proprio.
"Puppy"


Buona visione a tutti voi e se conoscete altri cortometraggi che parlino di questo sentimento, scrivetelo nei commenti e li aggiungerò nel prossimo articolo insieme a quelli di cui non ho parlato qui.

Mammamani




Articoli collegati
"LA STELLA DI LAURA"

Gruppo Facebook per parlare di cortometraggi, lungometraggi e cartoni per bambini:
https://www.facebook.com/groups/786312638151951/


17/06/16

LA STELLA DI LAURA... quando voler bene significa "lasciar andare"


Questa sera Bimbagrande e Bimbapiccina hanno eletto il loro film di animazione preferito:
La stella di Laura.


Laura è una bimba di 7 anni che si è appena trasferita dalla campagna ad una grande città e non riesce ad accettare questo enorme cambiamento. Nell'insonnia della prima notte nella sua nuova casa, la bimba, guardando dalla finestra, vede cadere una pioggia di stelle e scendendo a guardare che cosa succede, trova una piccola stella ferita ad un "piedino". Sentendosi molto sola e pensando che anche la stellina si senta come lei, decide di portarsela a casa. Dopo averle curato il piedino con un cerotto della sua valigetta da dottore, scopre che la stellina può volare ed anche animare i suoi amici peluches con la sua polverina magica. Da quel momento Laura e la stellina diventano inseparabili amiche… fino a quando la magica stella non inizia a sentire la mancanza della sua casa, perdendo luce… Soltanto grazie all'aiuto di Max, il suo vicino di casa a cui aveva rifiutato l'amicizia, Laura potrà salvare la sua cara amica.


Questo film di animazione, tratto dall'omonimo libro di Klaus Baumgart, è davvero molto tenero, pieno di magia e di sentimenti riconoscibili anche dai bambini più piccoli.

La piccola Laura mette in scena molte delle azioni quotidiane in cui ogni bimbo si può identificare: giocare e parlare con i propri peluches, dormire o non riuscire a dormire, mangiare, arrabbiarsi coi genitori e col fratellino, guardare le stelle dalla finestra, giocare al dottore (per la mia Bimbapiccola il top!)…

Quale bambino non si riempirebbe di gioia vedendo animarsi i propri giocattoli o avere una stella magica su cui volare?


A due bimbe di 5 e 3 anni, molto diverse fra loro, questo cartone ha lasciato un dolce sapore di magia tutto intorno, grazie anche all'animazione di alcune scene (molto lontana da Pixar e Disney, tuttavia molto semplice e tenera) e dall'assenza dell'antagonista spaventoso. Tuttavia "La stella di Laura" si presta anche come spunto per affrontare temi importanti: la solitudine, la solidarietà tra fratelli, l'amicizia, il voler bene in quanto tale ossia "voglio il tuo bene", la separazione dalle persone che amiamo, la fatica del traslocare da un posto ad un altro e la possibilità di creare un legame molto forte anche tra bambini apparentemente molto diversi perché ognuno è speciale cosí come è!

Un film di animazione adatto anche ai più piccoli che si approcciano ai primi lungometraggi, da rivedere più avanti come un'emozionante viaggio dentro le emozioni tipiche dell'età di Laura e un'occasione per i genitori di fare un viaggio con gli occhi di un bambino, suo figlio!


…e da domani disegneremo stelle a cui mettere cerotti per tenerle nello zaino come portafortuna!

Mammamani



14/04/16

365 DAY POSITIVE CHALLENGE...il gioco delle cose belle!

Nessun giorno è uguale all'altro,
ogni mattina porta con se un particolare miracolo,
il proprio momento magico,
nel quale i vecchi universi vengono
distrutti e si creano nuove stelle.

(P.Coelho)



Verso fine dicembre 2015 ho letto sul profilo di alcune amiche qualcosa di simile a "5 day positive challenge". Mi sembrava una catena di Sant'Antonio per cui, non solo non gli ho dato importanza, ma devo anche aver pensato qualcosa del tipo "che stufata queste catene di facebook".

Una sera, però, ho letto con la coda dell'occhio le tre cose più belle della giornata di un'amica che ha due bimbi piccoli: la sfida, che ho poi scoperto essere su facebook dal 2014, consiste appunto nello scrivere per 5 sere consecutive tre cose belle della giornata, per poi nominare altre due persone che devono fare lo stesso. 
Così, quella sera, ho impigiamato le cucciole, mi sono infilata nel letto con loro ed ho chiesto: "quali sono state le cose più belle della vostra giornata?".

Le risposte delle mie bambine mi hanno aperto un mondo, un mondo magico e anche divertente, mi sono accorta che avevano dato valore ad alcuni particolari della giornata a cui io non avevo prestato la minima attenzione. Dopo di loro ho risposto anch' io.
La sera dopo ho sentito l'esigenza di riproporre questo "giochino stufoso di facebook" e di nuovo sono rimasta piacevolmente stupita dalle risposte dolcissime delle bambine.
Dal primo di gennaio, con l'inizio del nuovo anno, abbiamo dato un inizio ufficiale al rituale serale e quotidiano " LE COSE BELLE ".

Ovviamente in questi 5 anni da mamma, ho chiesto milioni di volte alle mie figlie se si fossero divertite, come era andata dalla nonna, come alla scuola materna...direi praticamente ogni giorno.
Dal primo di gennaio ad oggi però, con questo esercizio di positività QUOTIDIANO (che sento molto nelle mie corde), ho capito che non è la stessa cosa chiedere "come è andata? come stai?" ed ho imparato davvero tanto sulle mie figlie, sul mondo visto con gli occhi delle mie bambine ed anche su me stessa.

QUESTI I MIEI 10+1 MOTIVI PER PRATICARE LA SFIDA DELLA POSITIVITA' OGNI GIORNO DELL'ANNO CON I PROPRI BAMBINI

1) Serve per fermarsi 10 minuti, per concedersi dieci minuti al giorno di lentezza, che su 24 ore sembra davvero un tempo irrisorio, eppure non è sempre così scontato. Ce lo meritiamo...loro e noi!!! 

2) Aiuta noi genitori a vedere il mondo con i loro occhi, a scoprire quali siano le cose più importanti per loro, a scoprire degli aspetti del loro carattere che altrimenti potremmo perderci nella fretta, nel tempo che passano lontano da noi ed anche nel nostro sguardo adulto: lo stupore è assicurato!

3) Mi ha permesso di capire che la negatività che sentiamo noi in alcuni giorni e che ci fa tirare tante paranoie ("oggi non abbiamo fatto nulla di speciale, ero troppo nervosa per il lavoro, non avrei dovuto questo e non avrei dovuto quell'altro") loro la percepiscono, sì, ma ci amano così come siamo e basta un momento gioioso a fine giornata per sentirsi dire "oggi è stato tutto bellissimo": la commozione è assicurata!

4) Se si pratica ogni sera, viene sempre più naturale fermarsi anche durante il giorno, nel QUI E ORA, per dirsi "questo è un momento speciale". Il dono più grande che ci possono fare i bambini è quello di reimparare a vivere il presente che è, appunto, un dono.

5) Se si pratica ogni giorno, viene sempre più naturale percepire quando una giornata sta andando "storta" e aiuta a cambiare prospettiva, a fermarsi e cercare di far girare la ruota rendendo speciale almeno qualche momento (ai piccoli basta davvero poco).

6) Aiuta i bambini a parlare di se stessi (quindi favorisce la memoria autobiografica) e a parlare delle loro emozioni e a conoscere le nostre, a scoprire cosa ci rende felici: perchè i nostri piccoli amano renderci felici!
Rinforza tantissimo anche il legame tra fratelli, aiutandoli a conoscersi meglio e a capire che l'amore del genitore si moltiplica e non si divide e a scoprire che "la felicità può diventare il doppio dividendola a metà"!

7) Fa sentire amati: sentire mamma o papà dire, a fine giornata, quanto sia stato speciale un momento trascorso insieme vale molto più di qualsiasi "ti voglio bene".

8) Favorisce l' autostima dei cuccioli : sentire mamma e papà dire, a fine giornata, quanto sia stato bello vedere quel disegno, quella partita a calcio, quella capriola...vale molto più di qualsiasi "bravo".
Anche una dose di autostima per mamma e papà è molto gradita a fine giornata!

9) Aiuta a dormire meglio. Rilassarsi e pensare a cose belle prima di dormire è fondamentale per un sonno più sereno. Con questo rituale e altri due di cui parlerò più avanti, sono tre mesi e mezzo che la mia cinquenne non fa più incubi!

10) La positività porta positività! Sempre!

10+1 ) Ci fa stare insieme e ci fa stare bene!





E voi? Ci avete già giocato? Quale è stata la cosa più emozionante che vi hanno raccontato i vostri cuccioli? E la più divertente? Giocate con noi? Potremmo fare la "sfida positiva del mese".



Mammamani